I prezzi delle commodities continuano la loro corsa verso nuovi massimi.
Il petrolio ha raggiunto ieri un nuovo massimo a 104.95 dollari al barile, spinto da una possibile riduzione dell'offerta da parte dell'OPEC come misura per fronteggiare il calo di domanda a cui si assisterà in breve tempo. La nostra analisi prevede un movimento al rialzo fino a 107 $ al barile. Un dollaro ancor più debole e la speculazione saranno responsabili di tale rialzo nei prossimi giorni.
Anche l'oro nella seduta borsistica di ieri ha fatto un nuovo massimo, spinto anch'esso da timori super inflazionistici e da un sempre più debole dollaro. L'oro rappresenta un porto sicuro contro l'inflazione ed è evidente che sempre più investitori al momento si dirigano verso questo sicuro approdo. La barriera dei 1000 dollari sarà forzata presto, non appena il dollaro subirà un ulteriore deprezzamento.
Oggi la decisione sui tassi europei, i policy makers della BCE decideranno se ridurre il tasso principale di prestito del denaro. Il sentiment del mercato, confermato dalle stime degli analisti, non prevede alcun taglio, in tal caso siamo pronti a vedere l'euro in area 1,5500.
Le quotazioni del dollaro sono scese durante la sessione di ieri a 106.87 yen giapponesi per poi recuperare nel finale di seduta chiudendo a 107.30 yen.
L'euro, per conto suo, si è deprezzato durante la seduta borsistica odierna in attesa del discorso del Chairman della FED, Ben Bernanke, durante il quale si prevedono delucidazioni circa future operazioni di politica monetaria e possibili tagli dei tassi di interesse. L'Euro quotava 1.4649 dollari questa mattina nei mercati europei, mentre la sterlina inglese quotava 1.9642 dollari.
Il discorso di Bernanke durante il "Congress' House Budget committee" tratterà temi riguardanti l'economia americana, da tale discorso gli analisti cercheranno di carpire se un ulteriore taglio dei tassi di interesse, volto ad aiutare la crisi dei subprime, è all'orizzonte.
Wall Street da parte sua scommette su una riduzione dei tassi. Sarebbe il quarto taglio consecutivo, a dimostrazione del fatto che la crisi bancaria sembra ormai il tema di maggior preoccupazione per la FED.
Tassi di interesse bassi tendono a spingere la crescita economica del paese, essendo il tasso di interesse uno costo per l'impresa. Il rovescio della medaglia piú diretto è però dovuto dal deprezzamento della moneta, in questo caso il dollaro, in quanto i trader tendono a trasferire i propri fondi verso paesi con tassi di interesse a piú alto rendimento.
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